Walter Auer, ceramista

Se immagini che dalla carta di un libro, dalle fibre di una pianta o dalle ossa, oppure dal materiale sintetico di un peluche si possa ricavare una ceramica. Se questa tua immaginazione è così convincente, almeno per te, ma così tanto da volerci provare; se pensi che questo sia possibile partendo e utilizzando la tecnica etrusca del bucchero per non si sa quale connessione, o forse semplicemente pensando che se quella tecnica ti ha ossessionato per tutta la vita un senso ci sarà. Se insomma ti decidi a farlo e prendi un bidone di metallo da 20 litri, ci metti dentro della segatura e, per dire, ci appoggi un orsacchiotto di peluche o un libro, e chiudi il bidone con il suo coperchio. Se poi prendi il bidone e lo metti in un forno a gas, preoccupandoti che il coperchio sigilli bene in modo che dentro, durante la cottura, si consumi tutta l’aria e restino solo il vuoto, l’orsacchiotto o il libro spennellati di terra e il fumo della segatura. Se quando la temperatura del forno raggiunge i 900/950° spegni, e dentro al bidone ti ritrovi quell’orsacchiotto o quel libro che non ha più la loro morbidezza, e si sono anche ridotti, e insomma si sono pietrificati.

Se succede tutto questo, allora non sei un matto, ma la conferma provata che la visionarietà è una delle leve della conoscenza.

Walter Auer sa che l’immaginazione è quella forma di preveggenza che fa accadere le cose. L’ha imparato facendo esperienze qua e là nel mondo, per esempio assoggettandosi per qualche anno alla severa disciplina di una scuola giapponese del Raku, ma anche confrontandosi con culture dell’emarginazione come quella Navajo e altre africane o, più recentemente, con quella degli aborigeni australiani con i quali tesse collaborazioni, cercando come sempre connessioni, mettendo in fin dei conti mondi distanti in relazione tra loro.

Il bucchero etrusco, l’attenzione zen del raku, l’orso totemico dei Navajo, la pittura dei Koori, insomma: ciò che era distante ora è vicino. Ma prima era necessario immaginarlo.

 

Questo è la copia di un mio libro spedito a Walter in Australia, da lui stesso ceramificato e dipinto dal Bankstown Koori Elders Group con i colori e i modi della loro straordinaria e antichissima tradizione.