Silvia Comoglio, Scacciamosche (nugae), puntoacapo, 2017

La poesia di Silvia Comoglio è una poesia raffinata e còlta, dunque complessa, con molte chiavi di accesso ma una sola destinazione: la completa libertà del lettore al quale, tuttavia, si richiede di guadagnarsela questa libertà, cosa che del resto succede con ogni buona poesia.

La si guadagna, per esempio, accostando le parole non dalla parte del significato ma da quella del suono, e di quel suono sorbirne le immagini; ovvero, arrendersi a una sintassi che non tende a dire, semmai a tessere un velo che, se da una parte oscura e copre, dall’altra grazie a quello stesso velo indica forme che diversamente resterebbero invisibili, e nella lettura dare voce a quelle cesure, a quelle distinzioni tra tondo e corsivo, cambio di corpo del carattere, trattini congiuntivi eccetera, che non sono orpelli e ricami, ma richiami di “senso”, spostamenti d’aria, sussurri, brecce nel respiro…

Del resto il tema di questa piccola, ma preziosa raccolta che titolo e sottotitolo tendono a sminuire, scorre tra bugia e sogno, quindi tra la bugia che non è sogno e il sogno che non è bugia.  Nel corso di questo poemetto questi due estremi si attorcigliano e si sciolgono, oppure si alternano e si confondono, quasi spingendo il lettore a trovarne una soluzione. Ma soluzione non c’è. L’enigma, che Silvia difende portando la sua poesia alle soglie del vaticinio, trova la sua rivelazione nella sua stessa insolvibile esistenza: l’enigma è.

 

p. 19

di lingua   congiunta alla tua forma —

tutto, torna, dopo il sonno  a fede del suo tempo,

come  se del lato  dell’ombra  fissata al petto

restasse qui sopra, su questa terra, un baciarmi

forgiato  ad elmo  pre-cosciente

 

p. 30

Saremo visti  sui tempi da sognare,

erranti e ancora soli? a tratti già rimasti

di buio sempre in braccio? tenda, di tre passi,

entrata di difesa  nell’ombra  dell’elmo che ti porto

in grazia, enorme, di  bugia?

 

p. 43

se ti amo —

è per il bordo di bugia, per-chi-mi-sembri

quando sogni, sogni e mi nascondi, tutta —

la  bugia

 

p. 45

fu  un dormire, un dormire?,

qui-per-terra, unici e prudenti?

un dormire, dite?, guardando cosa fare

e  sognando, sognando poi di tutto —

per  sapere  cosa  fare