Psiche davanti al castello d’amore, di Yves Bonnefoy e Claude Lorrain


Psiche davanti al castello d’amore di Yves Bonnefoy potrebbe sembrare un commento in poesia al quadro omonimo di Claude Lorrain, ma non è così. Piuttosto è una riflessione attorno alla pittura e, se consideriamo l’intera raccolta dove è contenuta (Quel che fu senza luce), anche un’ulteriore testimonianza della fiducia di Bonnefoy nella capacità dell’arte e della poesia di disvelare ciò…

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Robert Capa, Miliziano che cade – Carol Ann Duffy, Il soldato che cade


Della fotografia di Robert Capa, Miliziano che cade, si è scritto molto, e non tutto è stato lusinghiero, almeno fino a quando non si risalì all’identità del soldato con una certa credibilità, e soprattutto fin quando non comparve un’intervista del 1947 in cui Capa stesso ricostruì la dinamica della fotografia, raccontando che fu scattata alla cieca alzando il braccio al…

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Stefano Paci, La misura della giusta distanza (Galleria Cloister – Ferrara – dal 10 al 31 gennaio 2018)


Attrae l’attenzione, con una gravità che è legge soltanto dello sguardo, quello spazio compreso tra due masse sospese in un improbabile equilibrio. Spazio lasciato o spazio trovato? La differenza fa differenza. Indica due percorsi distinti. Forse è anche spazio misurato, ma l’unità di misura è incalcolabile. Qui l’unità di misura non è una parte che compone l’insieme, piuttosto è l’insieme…

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Iosif Brodskij, San Pietro


Ogni volta che leggo la poesia San Pietro, mi viene da chiedermi dove fosse seduto Iosif Brodskij quando la scrisse o incamerò le sensazioni e le idee per scriverla, in un tempo impreciso che va da mezzogiorno all’imbrunire di una giornata di nebbia veneziana. Sono versi meditanti, malinconici e scanzonati, che si strascicano sulla pagina con la stessa apparente indolenza…

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Giancarlo Pontiggia “Il moto delle cose”, Mondadori 2017


Libro intensissimo questo di Giancarlo Pontiggia, Il moto delle cose (Mondadori, 2017), introdotto da tre prologhi in poesia, ciascuno per sé indicando i punti cruciali di chi non ha paura di lasciar pensare la sua poesia con pensieri “emozionati”.   Nella prima poesia prologo c’è l’alternarsi del chiarore e dell’oscuro, entrambi portatori di meraviglie, ed entrambi resi abissali da una…

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Paul Celan, Campi


La poesia di Paul Celan molto si appoggia alle vicissitudini della sua vita privata, ma lo fa in modo talmente enigmatico che non è semplice individuare quegli elementi che possano indicare vie sensate di interpretazione. I riferimenti biografici oltretutto si occultano, o s’ingarbugliano, in simbologie estremamente cólte e a loro volta personalizzate. Non è un caso che ha attirato l’attenzione…

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L’esordio, dal Libro delle immagini di Rainer M. Rilke


Se una poesia nella sua interezza potesse essere tradotta in una spiegazione o in una descrizione, allora la poesia e tutta la fatica impiegata per scriverla sarebbe inutile. Certo, la spiegazione e la descrizione sono rassicuranti, ci aiutano, ci appoggiano dove il terreno ci è più congeniale. Ma è molto probabile che la poesia invece voglia tenerci su un altro terreno, meno…

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Wallace Stevens, Il mondo come meditazione


Non si può comprendere completamente la poesia Il mondo come meditazione di Wallace Stevens (1879-1955), se non si tiene conto delle parole di Georges Enescu (musicista e compositore rumeno; 1881-1955) che il poeta le mette in esergo: «Ho passato molto tempo a lavorare sul mio violino, a viaggiare. Ma l’esercizio essenziale del compositore – la meditazione – niente l’ha mai sospeso…

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Marco Furia, “Tratteggi”, Anterem 2017


Quello di Marco Furia (Tratteggi, a cura di Flavio Ermini, Anterem 2017) è un libro costituito da piccolo brevi testi che, per lo più in terza persona (solo uno in prima) e al maschile (solo uno al femminile), raccontano le disavventure di un personaggio alle prese con situazioni e oggetti quotidiani, reagendo più o meno come ciascuno reagirebbe. Per esempio:…

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Giuseppe Ferrara, “Appunti di viaggio di un funambolo muto”, Tracce, 2015


Appunti di viaggio di un funambulo muto (Tracce, 2015) di Giuseppe Ferrara lo si può considerare una sorta di autobiografia poetica. Certo, con caratteristiche differenti da una canonica autobiografia, ma con appigli diretti e non celati al suo vissuto, alla sua personalissima interpretazione della vita, al suo non essere assolutamente assoggettato ai confini disciplinari, e dunque alla sua capacità di…

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Festival dell’Autobiografia, Anghiari 2017. Qualche testimonianza


Per gli interventi degli autori che hanno partecipato al Festival, clicca qui: http://lua.it/home-eventi/festival-autobiografia-2017/programma-festival-2017/ Per il mio intervento clicca qui: lua-festival2017-andreotti_1sett-h18 Oppure leggilo qua sotto   A proposito di “Luoghi e non luoghi della poesia”. Appunti, note a margine e qualche divagazione di Angelo Andreotti Dopo che ciascuno di noi (Silvia Comoglio, Valeria Manzi, Stefano Raimondi e io) al Teatro di…

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Kathleen Jamie, “La casa sull’albero”, Ladolfi, 2017


È una poesia del quotidiano quella di Kathleen Jamie, e vale almeno per quelle contenute nell’antologia curata e tradotta da Giorgia Sensi, La casa sull’albero, Ladolfi. Una poesia delle piccole cose, delle consuetudini che si meritano uno sguardo differente per essere nuovamente sorprendenti. Una poesia domestica, si direbbe, eppure pungente poiché punta il dito, quasi di nascosto, su ciò che l’abitudine…

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14 novembre 1951 / 2001 – Eliot e il fiume


Non saranno mai certi gli errori che favorirono lo straripamento del Po il 14 novembre 1951, causando l’alluvione del Polesine. Sicuramente la sottovalutazione della piena eccezionale, probabilmente l’incompetenza delle istituzioni pubbliche, l’assenza di mezzi meccanici adeguati, la scarsa responsabilizzazione delle popolazioni rivierasche per ragioni sociali e politiche. Ma non importa. Le vittime furono molte e gli sfollati tantissimi.  Fu un disastro che causò…

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Mario Luzi, “Lui, la sua arte”, parte seconda


Che la creazione artistica o poetica per Luzi sia pervasa dal mistero, e a esso si rivolga, lo rivela tutta la sua poesia, posizionata con cura sull’orlo del terrestre che si affaccia al celeste. Nel Simone Martini, e particolarmente nella sezione intitolata Lui, la sua arte, questa posizione è più che evidente, anzi, ne è l’oggetto e su esso riflette.…

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