Il silenzio non è detto, 2014

Angelo Andreotti: “Il silenzio non è detto. Frammenti da una poetica”, Mimesis, 2014
Questo è un taccuino, un taqwīn, che in arabo significa “corretta disposizione, ordine giusto”. E l’ordine di questo taccuino è la scrittura stessa nel tempo del suo disporsi lungo le righe, ma mano che accade e manifesta un senso. È così anche un luogo dove appoggiare una riflessione in forma di parole, l’attimo stesso in cui le parole vengono trovate dalla scrittura che rappresenta uno dei modi del nostro stare al mondo, cercando appunto di dargli un senso. È un taccuino che si sfila all’occorrenza, per fermare la volatilità di un’intuizione, la volubilità di una sensazione, o l’incominciarsi di un pensiero ancora. Ma è anche un taccuino tenuto sempre aperto…