“Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte”, Italic, 2018

Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte, è una riflessione iniziata nei primi anni Novanta lungo lo svolgersi di un’esperienza poetica. Il movimento che ne ha segnato il senso si è manifestato in frammenti, ricomposti intorno a un’idea di esperienza estetica come apertura alla possibilità di un’autentica relazione con l’altro. L’altro che è in noi, è nel mondo, ma anche e soprattutto in chi è davanti a noi ed è disposto a mettersi a fianco. L’opera ne è il punto focale, o ancora meglio è il rapporto che con l’opera ognuno intesse, autore o destinatario che sia: “Il nascosto dell’opera molto spesso è nascosto anche al suo autore”. Il rapporto è dunque principalmente con il “nascosto”, ma l’opera ne restituisce il mistero svelando che “ciò che resta nascosto, è soltanto su un piano differente”.
Forma musicale, pittorica, scultorea… L’opera è tale se è forma in grado di suscitare stupore. Artistica, quando autenticamente apra al possibile. Tuttavia, è quella della parola poetica la forma privilegiata in questi frammenti che, passo dopo passo, si ritrovano a scoprire che la dimensione estetica potrebbe essere soglia di una più proficua esperienza etica.