Dylan Thomas, “Questo lato della verità”

Llewelyn fu il primo dei tre figli che Dylan Thomas ebbe con Kathleen McNamara. Quella di Llewelyn, che si guadagnò da vivere come stimato copywriter, deve essere stata una vita segnata dal burrascoso, disordinato ed eccessivo temperamento del padre, tanto più che cercò sempre di nascondere la sua parentela con il poeta. Tuttavia Thomas scrisse per lui, quando aveva sei anni, una delle sue più straordinarie poesie, una sorta di testamento etico sulla morte, sul bene e il male, sull’amore.

Poesia che è una trasmissione di saggezza in forma di consiglio da padre a figlio, ma è anche un bilancio della propria vita. Precoce, visto che la scrisse a 31 anni, ma precoce fu pure la sua morte pochi anni dopo all’età di 39 anni.

Una poesia fulminante, intima come solo una confessione può esserlo, dolorosa come il resoconto di una vita vissuta senza remore o freni, senza risparmio, sa esserlo. E poi con quella chiusa finale… quei tre ultimi versi che valgono tutto un poema, e in fondo anche un trattato di etica.

 

Questo lato della verità (a Llewelyn)

Questo lato della verità,
non puoi vederlo, figlio mio,
re dei tuoi occhi azzurri nel paese
dell’accecante gioventù,
che ogni cosa è annientata,
sotto i cieli noncuranti,
d’innocenza e di colpa
prima che tu ti accinga
a un gesto del cuore o della mente,
esso è colto e disperso
nel buio turbinante
come la polvere dei morti.

Bene e male, i due modi
di trascinare in giro la tua morte
sul mare maciullante,
re del tuo cuore nei tuoi ciechi giorni,
dileguano come respiro,
gridando vanno attraverso me e te
e l’anima d’ogni uomo
nell’innocente buio
e nel buio colpevole, la buona
e la cattiva morte, e poi
nell’ultimo elemento
volano come il sangue delle stelle,

come le lacrime del sole,
come il seme della luna, rottami
e fiamme, l’enfatico discorso
del cielo, o re dei tuoi sei anni.
E il desiderio colpevole,
fin dal principio delle piante
degli animali e degli uccelli,
acqua e luce, terra e cielo,
è decretato prima che ti muova,
e ogni tuo atto o parola,
ogni verità, ogni menzogna,
muoiono nell’amore che non giudica.

(trad. Ariodante Marianni)