Carmen Yáñez, “Migrazioni”, Guanda 2017. Due poesie

Certo che bisogna passarci per capire cosa sia veramente la fame, il tagliare i ponti con le proprie origini, l’essere spaesati e in balìa dell’indifferenza della natura, o degli altri essere umani.
Quella frequenza della ferita / che il disprezzo non vede è l’essenza stessa dello stato del migrante.
Carmen Yáñez fuggì da Pinochet, ma nella sua poesia, almeno in quella di questo libro, non parla l’esule. Parla il migrante che non fa differenza tra chi fugge dalla propria terra per guerra, persecuzione o fame. Parla chi fugge o è fuggito dalla morte, chi fugge dalla mano dispotica che decide il destino, chi si ritrova con la dignità sotto i piedi. Chi vede nella scodella vuota una scodella senza pietà.

La fame
 
La paura della bocca.
Il pidocchio che si attacca
alla pelle dell’agguato
al lamento sostenuto della povertà,
la frequenza della ferita
che il disprezzo non vede.
E niente, niente,
quel difetto ingiurioso è il principio e la fine,
una disperazione circolare
della terra sterile
dove nessun seme si spaccò alla luce,
la gola secca del desiderio,
il naufragio eminente dell’apparenza.
Il bagliore dell’aleggiare abituato al vento.
Maledetta l’ora l’algida dell’imbarco.
Maledetta la partenza, e il taglio mortale della radice.
Guai ad abbandonare l’autunno, il sole insostituibile della madre,
perché è caduta l’ultima foglia
dal ramo della desolazione.
Guai a guardare nell’ora triste
con occhi acquosi la falda povera del monte,
il letto conosciuto dove si abbandonano fiduciosi i sogni.
La fame, la fame,
quel viaggio nelle grotte sconosciute della terra.

Sobborghi
 
Pane e acqua,
tozzo e scodella,
la mano bisognosa,
l’abitudine alla miseria.
 
Pane e acqua,
la sete strozza,
la brama incalza,
la mano dispotica che decide il destino.
 
Pane e acqua,
la dignità sotto i piedi,
la supplica negli occhi prigionieri,
la mano assassina che zittisce senza riguardi.
 
Scodella asciutta, rotta, vuota senza pietà.
 
[trad. R. Boavaia]

L’immagine: Felice Casorati, Ragazza con scodella, part.