Daniele Serafini Tra le radici e l’altrove (Poesie 1986-2016)

Sull’antologia di Daniele Serafini Tra le radici e l’altrove (Poesie 1986-2016), L’arcolaio 2016.

Quando un’antologia è selezionata dall’autore stesso in fin dei conti è una dichiarazione di poetica, e in quanto tale fa chiarezza sul suo intero percorso, aiutandoci a mettere a fuoco i temi attorno ai quali ancora si muove la sua ricerca, ripresentandosi a volte in forme o significati o punti di vista differenti, che sono i cambiamenti di postura, di passo, di direzione.

Fin dalle prime raccolte poetiche di Daniele compaiono alcune parole chiave che resteranno una sua costante, come per esempio memoria, esilio, oblio, morte, nostalgia, confine. A queste parole, nelle raccolte successive se ne aggiungono altre tra le quali congedo, e le varie declinazioni di partire e restare, che unendosi alle precedenti configurano sempre più un orizzonte poetico riassumibile in un unico sentimento, quello della lontananza, e se è vero che «raccontare la lontananza è dare presenza a quel che è sottratto alla presenza», come afferma Antonio Prete, allora Daniele è poeta della lontananza.

Tutta la sua poesia è tesa a far sì che l’oggetto del ricordo non cada nell’oblio, e dunque non sia una presenza destinata per davvero a diventare e restare assenza. Persino il titolo lo dichiara a chiare lettere: Tra le radici e l’altrove, dove non le “radici” né l’“altrove” meritano attenzione, quanto quel “tra” (intra) che lega queste due parole e indica la posizione in cui si pone il fuoco dello sguardo di Daniele.

Tra ciò che è stato e ciò che non sarà più – ma potrà ancora essere in forma di ricordanza – si apre lo spazio di una poesia che intrappola nelle parole quell’immagine ormai quasi evanescente, ma non ancora. In quasi tutta questa sua antologia aleggiano presenze che sono andate o stanno per farlo, comunque sono sul punto estremo in cui qualcosa sta nascondendosi oltre un addio, un abbandono. O per lo meno stavano per farlo ma non più, poiché grazie alla poesia quella lontananza diviene ricordanza.

 

Poetica

s

In che modo dare senso

a una seconda segreta

vita delle cose

al loro errare

su queste pagine irrisolte?

s

Ci guidano metafore e ossessioni

fedeli a un dettato primordiale:

le radici col loro sacro volto

la riva a cui si torna

l’attesa dell’altrove.

[…]