José Ángel Valente, Picasso – Guernica – Picasso: 1973


Ho ritrovato le mie stesse sensazioni provate di fronte a Guernica di Picasso leggendo Picasso – Guernica – Picasso: 1973 dello spagnolo José Ángel Valente (1929-2000), assieme alla certezza che l’opera del pittore, più di qualsiasi altra, metta in risalto ciò che significa “guerra”. Lo fa attraverso il colore più neutro che esista: il grigio. Un colore che non urla,…

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Francesco Biamonti, “Le parole la notte”, Einaudi 1998


Comprai l’ultimo libro appena uscito (1998) di Francesco Biamonti (1928-2001) non perché lo conoscessi, ma perché mi colpì il suo titolo: Le parole la notte. Lo comprai a scatola chiusa, istintivamente convinto che sarebbe stata un’ottima lettura. Lo fu. Mi piacque il movimento, lentissimo ma ben ritmato, di quella prosa che mi portò a leggerlo non con la mente, ma…

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“La faretra di Zenone”, Corbo, 2008


La faretra di Zenone nacque con 70 quartine scritte di getto, come fossero impressioni, colpi d’occhio, rapide sensazioni. Fu dopo che, ad una ad una, le ripresi continuandone in prosa la stesura. Le arricchii con 20 straordinarie immagini che Riccardo Biavati pensò per loro, e fu impaginato con buona cura da Corbo editore nel 2008. Fu un libro a suo modo…

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Alberto Cappi, “Bordertime”, Il ponte del sale, 2010


«Bordertime: tempo di confine e confine del tempo. Nella nostra civiltà-limite sarà anche la città del tempo. Dalla coltre traforata del confine s’inabissano o risalgono i miti, le figure immaginarie che ora prendono parola e possono viverci accanto, quotidianamente agire con noi, dimorare, coabitare. Assieme: tra fumiganti cieli, terrorismo, paure, guerre, speranza, incerte tracce, nomi destinali, sacrificio. La poesia vuole…

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L’Oro di Ofir, In ricordo di Hidetoshi Nagasawa


In ricordo di Hidetoshi Nagasawa, riporto qui un mio testo scritto per una sua mostra a Brisighella nel 2000.   In uno di quei Racconti dei Chassidim raccolti da Martin Buber, narrati in modo così personale e magistrale che poi entrarono nella bibliografia filosofica del pensatore ebraico, si parla di Rabbi Eisik figlio di Rabbi Jekel, un ebreo di Cracovia…

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Charles Baudelaire, A una passante


Un incontro veloce in una strada parigina. Un passaggio che tuttavia incanta, attrae, ammalia. L’esercizio di un’attenzione smisurata, e la capacità di assorbire ogni minimo dettaglio da una realtà pronta a dissolversi nel nulla, ma che non potrà dissolversi nello sguardo del poeta che ne fa una narrazione, breve come un sonetto, durevole se a scriverlo è Baudelaire. Spostando lo…

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Pierre Reverdy, Il sentiero, da “La maggior parte del tempo”, Guanda, 1966


È uno sguardo profondamento attento alle cose quello di Pierre Reverdy (1889-1960), sempre pronto ad accogliere della loro presenza gli aspetti più inconsueti e farne oggetto di meditazione. Il silenzio è il luogo in cui tutto accade, e dunque la dimensione in cui ogni dettaglio del reale genera quel senso che soltanto la parola poetica può restituire. Se il silenzio nella…

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Maria Luisa Vezzali, “Tutto questo”, puntoacapo 2018


Ha ragione Stefania Portaccio a scrivere, nella postfazione di Tutto questo (puntoacapo 2018, prefazione di Elio Grasso), che “peso e caduta” sono i fondamenti della poetica di Maria Luisa Vezzali. Peso, caduta ma anche (o dunque) corpo la cui esposizione corrisponde, nella filosofia di Jean-Luc Nancy, all’esistenza stessa.   Il corpo è il luogo dove l’esistenza accade. Esporsi significa quindi…

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Nausicaa parla, in “Parole come dita”, Mobydick, 2011


Per me il volto di Nausicaa sarà sempre quello che le ha prestato Barbara Bach ne L’Odissea televisiva del 1968, così come Ulisse avrà quello di Bekim Fehmiu e Penelope quello della splendida Irene Papas, mentre la voce di Omero non potrà mai essere diversa da quella di Giuseppe Ungaretti. Un capolavoro, nel suo genere. L’Odissea è uno di quei…

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Lorenzo Calogero


Non c’è niente di eclatante nella vita di Lorenzo Calogero (1910-1961). Una vita anonima, e condannata dall’incapacità di viverla. La professione medica, praticata a singhiozzo, si conclude con le dimissioni sia per la sua cattiva salute, sia per non aver ottenuto la fiducia dei suoi pazienti. Diversi ricoveri in una clinica per malattie nervose, due tentativi di suicidio. Anche la…

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Psiche davanti al castello d’amore, di Yves Bonnefoy e Claude Lorrain


Psiche davanti al castello d’amore di Yves Bonnefoy potrebbe sembrare un commento in poesia al quadro omonimo di Claude Lorrain, ma non è così. Piuttosto è una riflessione attorno alla pittura e, se consideriamo l’intera raccolta dove è contenuta (Quel che fu senza luce), anche un’ulteriore testimonianza della fiducia di Bonnefoy nella capacità dell’arte e della poesia di disvelare ciò…

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Robert Capa, Miliziano che cade – Carol Ann Duffy, Il soldato che cade


Della fotografia di Robert Capa, Miliziano che cade, si è scritto molto, e non tutto è stato lusinghiero, almeno fino a quando non si risalì all’identità del soldato con una certa credibilità, e soprattutto fin quando non comparve un’intervista del 1947 in cui Capa stesso ricostruì la dinamica della fotografia, raccontando che fu scattata alla cieca alzando il braccio al…

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Stefano Paci, La misura della giusta distanza (Galleria Cloister – Ferrara – dal 10 al 31 gennaio 2018)


Attrae l’attenzione, con una gravità che è legge soltanto dello sguardo, quello spazio compreso tra due masse sospese in un improbabile equilibrio. Spazio lasciato o spazio trovato? La differenza fa differenza. Indica due percorsi distinti. Forse è anche spazio misurato, ma l’unità di misura è incalcolabile. Qui l’unità di misura non è una parte che compone l’insieme, piuttosto è l’insieme…

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