Marco Furia, “Tratteggi”, Anterem 2017


Quello di Marco Furia (Tratteggi, a cura di Flavio Ermini, Anterem 2017) è un libro costituito da piccolo brevi testi che, per lo più in terza persona (solo uno in prima) e al maschile (solo uno al femminile), raccontano le disavventure di un personaggio alle prese con situazioni e oggetti quotidiani, reagendo più o meno come ciascuno reagirebbe. Per esempio:…

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Giuseppe Ferrara, “Appunti di viaggio di un funambolo muto”, Tracce, 2015


Appunti di viaggio di un funambulo muto (Tracce, 2015) di Giuseppe Ferrara lo si può considerare una sorta di autobiografia poetica. Certo, con caratteristiche differenti da una canonica autobiografia, ma con appigli diretti e non celati al suo vissuto, alla sua personalissima interpretazione della vita, al suo non essere assolutamente assoggettato ai confini disciplinari, e dunque alla sua capacità di…

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Festival dell’Autobiografia, Anghiari 2017. Qualche testimonianza


Per gli interventi degli autori che hanno partecipato al Festival, clicca qui: http://lua.it/home-eventi/festival-autobiografia-2017/programma-festival-2017/ Per il mio intervento clicca qui: lua-festival2017-andreotti_1sett-h18 Oppure leggilo qua sotto   A proposito di “Luoghi e non luoghi della poesia”. Appunti, note a margine e qualche divagazione di Angelo Andreotti Dopo che ciascuno di noi (Silvia Comoglio, Valeria Manzi, Stefano Raimondi e io) al Teatro di…

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Kathleen Jamie, “La casa sull’albero”, Ladolfi, 2017


È una poesia del quotidiano quella di Kathleen Jamie, e vale almeno per quelle contenute nell’antologia curata e tradotta da Giorgia Sensi, La casa sull’albero, Ladolfi. Una poesia delle piccole cose, delle consuetudini che si meritano uno sguardo differente per essere nuovamente sorprendenti. Una poesia domestica, si direbbe, eppure pungente poiché punta il dito, quasi di nascosto, su ciò che l’abitudine…

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14 novembre 1951 / 2001 – Eliot e il fiume


Non saranno mai certi gli errori che favorirono lo straripamento del Po il 14 novembre 1951, causando l’alluvione del Polesine. Sicuramente la sottovalutazione della piena eccezionale, probabilmente l’incompetenza delle istituzioni pubbliche, l’assenza di mezzi meccanici adeguati, la scarsa responsabilizzazione delle popolazioni rivierasche per ragioni sociali e politiche. Ma non importa. Le vittime furono molte e gli sfollati tantissimi.  Fu un disastro che causò…

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Mario Luzi, “Lui, la sua arte”, parte seconda


Che la creazione artistica o poetica per Luzi sia pervasa dal mistero, e a esso si rivolga, lo rivela tutta la sua poesia, posizionata con cura sull’orlo del terrestre che si affaccia al celeste. Nel Simone Martini, e particolarmente nella sezione intitolata Lui, la sua arte, questa posizione è più che evidente, anzi, ne è l’oggetto e su esso riflette.…

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Paul Celan, “Silvestre”


Il movimento di spazio e tempo, prendere a lasciare, inseguire tutto come fosse vento, in spirali, accelerazioni e strattoni e rallentamenti. Ogni verbo qui è instabile poiché sempre contraddetto dall’azione che segue, e tiene in sé disperazione e abbandono, in un vortice senza tregua in cui la dolcezza e la tenerezza attenuano ma non consolano. È il sudore e il…

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Una mia intervista a cura di Giuseppe Ferrara


Dal sito del Gruppo Scrittori Ferraresi (https://scrittoriferraresi.wixsite.com/ippogrifo/single-post/2017/10/06/Intervista-ad-Angelo-Andreotti), ringraziando Giuseppe. Domanda (D)- Caro Andreotti come è nello spirito della rubrica, NeroBianco, che ci ospita cerchiamo subito di mettere… nero su bianco una cosa: è vero o non è vero che la poesia non vende? Forse il pubblico non compra poesia, se non i classici, perché non c’è una offerta di buona poesia?…

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Luigi Trucillo, “Altre amorose”, Quodlibet, 2017


È raro trovare poeti che, libro dopo libro, continuano a crescere e dunque a sorprendere il lettore. Luigi Trucillo, per me, è uno di questi. Dal suo esordio nel 1995, fino a questo 2017, per sei volte consecutive non si accontenta di sé stesso, e anche quando torna idealmente indietro lo fa con un balzo in avanti. Ne è testimonianza…

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Zbigniew Herbert, “Due gocce”


A commentarla, questa poesia di Zbigniew Herbert (1924-1998), e forse anche soltanto a parlarne, si rischia la banalità e la retorica. Eppure non è né banale né retorica, non lo è senza saperselo spiegare. Riesce a portare il dramma dentro a un sorriso, certamente di tristezza, ma pur sempre un sorriso. Come se si potesse persino essere invidiosi di un…

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Valeria Manzi, “Posando gli occhi sui rami”, La Vita Felice, 2017


“Incisitrice” (per dirlo alla Testori) e restauratrice milanese, Valeria Manzi esordisce come poetessa con un bel libro: Posando gli occhi sui rami (prefazione di Stefano Raimondi), titolo alquanto emblematico, se per “rami” intendiamo le lastre sulle quali incedono gli strumenti dell’incisione. Strumenti che spesso scolpiscono i verbi e gli aggettivi del suo versificare come fosse un’acquaforte:   Ritaglia la luce…

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Dylan Thomas, “Questo lato della verità”


Llewelyn fu il primo dei tre figli che Dylan Thomas ebbe con Kathleen McNamara. Quella di Llewelyn, che si guadagnò da vivere come stimato copywriter, deve essere stata una vita segnata dal burrascoso, disordinato ed eccessivo temperamento del padre, tanto più che cercò sempre di nascondere la sua parentela con il poeta. Tuttavia Thomas scrisse per lui, quando aveva sei…

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Geoffrey Hill, I guardiani


Trovo in questa poesia di Geoffrey Hill (1932-2016) una forza che rompe le barriere del tempo. Non ho idea cosa l’abbia portato a scriverla (proviene da una raccolta del 1959), posso immaginarlo ma non importa.  La poesia non è mai cronaca, e la sua esattezza sta nel punto che tocca. Quello che sento è il suo essere dannatamente attuale, e…

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James Laughlin, Una lunga notte di sogni (Poesie 1945-1997), Guanda, 2012


Non so se quella dell’americano James Laughlin (1914-1997, fondatore della prestigiosissima case editrice New Directions) sia poesia. Dovrei definire cos’è poesia, e io non so farlo. Nessuno lo può, neppure i costruttori di “canoni” che, se lo sapessero, non costruirebbero per l’appunto i “canoni”. È che nella poesia mi aspetto il ritmo, quell’andare cadenzato della voce e del respiro, che…

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