Vassilis Vassilikos, “Poesie dall’esilio”, Argo 2003


Vassilis Vassilikos è autore di numerosi romanzi, ma fu sicuramente Z (ed. or. 1967, I ed. italiana 1969 con il titolo Z L’orgia del potere) a dargli notorietà internazionale, grazie anche al successo della trasposizione cinematografica che ne fece il regista Costa-Gavras. Vassilikos è anche poeta, per quanto sembra preferire la narrazione considerandola meno elitaria, più adatta a una comunicazione…

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Una nota su “L’attenzione” di Giovanna Menegus in “La poesia e lo spirito”


«Dimentica chi sei, perché in virtù di questo iniziale oblio tu sarai mio ospite.» All’ingresso del suo nuovo libro di versi, Angelo Andreotti accoglie il lettore con queste parole di Edmond Jabès. A indicare che la poesia, l’esperienza che il lettore-ospite (e il poeta-autore) provano qui non è diretta ed emotiva: passa necessariamente attraverso un distacco da sé e dalle…

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Dario De Serri, “Gli anni e la città”, puntoacapo, 2018


Con Gli anni e la città (puntoacapo, 2018) è come se quel libretto rosso di poesie – letto durante la festa berlinese magistralmente narrata da Dario De Serri in Come le nuvole sopra Berlino (puntoacapo, 2014) – fosse uscito dall’artificio letterario per abitare la nostra lettura nel daffare delle nostre vite. Eppure, le poesie di quel libretto rosso avrebbero potuto avere la…

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Raffaele Piazza, “Alessia e Mirta”, Ibiskos Ulivieri, 2019


Sbaglieremmo se leggessimo questa raccolta cercando, poesia dopo poesia, di intravvederne una trama, di chiarirci le idee su Alessia, di comprendere l’enigma di Mirta. Innanzi tutto perché l’ordine cronologico è alquanto arbitrario, e non certo per distrazione ma per consapevole artificio, tanto che perfino nel fluire del verso la sintassi ospita “inversioni” (l’anastrofe) che turbano non soltanto il tempo, ma…

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Su Tellusfolio una recensione di Giuseppina Rando a “L’attenzione”


Dopo Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte, opera in prosa poetica, densa di riflessioni estetico/filosofiche con dilatazioni dell’orizzonte da visivo e descrittivo a meditativo, Angelo Andreotti, nella silloge L’attenzione, sembra ri-percorrerne in versi alcune orme ponendo in risalto, con felicissimo esito, la propria capacità di raffigurazione dell’essere, in bilico tra il proprio ioe il mondo, tra sentire e pensare, oscurità…

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La lettera della poetessa Silvia Comoglio su “L’attenzione”


Angelo carissimo, L’attenzione, un titolo che chiama e scuote perché dire attenzione è come dire sporgenza dell’anima, ossia: farsi fecondi per avere cura e accogliere l’altro e il mondo, per cercare e esplorare le cavità del senso e le radici della parola. Altro – mondo – senso – parola. Questa la costellazione che tu dispieghi con pensata e densa leggerezza,…

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Una recensione di Marco Furia su “L’attenzione” in larecherche.it, 7/6/19


Un attento invito di Marco Furia “L’attenzione” di Angelo Andreotti, si mostra raccolta i cui versi, piani, precisi ed eleganti, tendono a mostrare una percorribile via. In quale luogo conduce simile via, quali territori attraversa? Spetta al lettore rispondere: il poeta, da parte sua, con risoluta assiduità, composizione dopo composizione, si mostra in cammino. Ciò che conta è il percorso?…

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Franca Mancinelli, da “Mala kruna” (Manni 2007) a “Libretto di transito” (Amos 2018), passando per “Pasta madre” (Aragno 2013)


[In A un’ora di sonno da qui (Italic, 2018) Franca Mancinelli ha confluito – con alcune varianti, qualche aggiunta e poche esclusioni, Mala kruna (Manni 2007) e Pasta madre (Aragno 2013). I numeri di pagina si riferiscono a questa edizione] Mala kruna (2007) è ciò che nel titolo sta scritto: una piccola corona di spina. Ogni poesia è ciò che resta…

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Fabrizio Lombardo, “Coordinate per la crudeltà”, Kurumuny, 2018


Coordinate per la crudeltà pare proprio contenere le indicazioni (o le esemplificazioni) per osservare il mondo, la nostra contemporaneità, la nostra esistenza, la nostra società, nel modo più crudo possibile, con la ferocia non del cacciatore ma della preda, quindi una ferocia di estrema e (probabilmente) inutile difesa. Una preda verosimilmente vittima di quelle stesse trappole che lei stessa ha…

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Giovanna Menegus, “L’occhio fotografico”, Macchione 2018


L’occhio fotografico è l’ultima sezione (ma anche il titolo) della più recente raccolta di poesie di Giovanna Menegus. Trentaquattro poesie (con un Poscritto o a parte) che sfilano lungo le pagine la descrizione intensa di paesaggi o scene raggruppati in tre “tempi”, raccolti tra la fine dell’estate e l’autunno inoltrato. Il titolo potrebbe suggerirci che l’intento di Giovanna sia quello…

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Duccio Demetrio, “Foliage. Vagabondare in autunno”, Raffaello Cortina 2018


Che l’autunno nell’immaginario collettivo passi per essere una stagione triste, malinconica, mesta, e quindi metafora dell’abbandono, della vecchiaia, della caducità, ecc., parrebbe una cosa scontata, sulla quale non aver nulla da discutere, nulla da aggiungere o da ribattere. D’altra parte è la stagione delle piogge, dei defunti, della fine dell’estate e dell’inizio dell’inverno, di Demetra e Proserpina e Ade, del…

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Marco Furia, “Pittorici idiomi”, 2018


Dopo essersi cimentato con quindici quadri di quindici artisti famosi (Iconici linguaggi, 2016), ora Marco Furia continua la sua indagine poetico-narrativa su tredici quadri di tredici artisti meno conosciuti (Pittorici idiomi, 2018), entrambi pubblicati dalla rivista on-line www.ebook-larecherche.it. Lo schema è semplice: individua un’opera pittorica sulla quale scrive un breve testo iniziando dalla descrizione del quadro stesso, per poi proseguire…

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