Su Tellusfolio una recensione di Giuseppina Rando a “L’attenzione”


Dopo Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte, opera in prosa poetica, densa di riflessioni estetico/filosofiche con dilatazioni dell’orizzonte da visivo e descrittivo a meditativo, Angelo Andreotti, nella silloge L’attenzione, sembra ri-percorrerne in versi alcune orme ponendo in risalto, con felicissimo esito, la propria capacità di raffigurazione dell’essere, in bilico tra il proprio ioe il mondo, tra sentire e pensare, oscurità…

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La lettera della poetessa Silvia Comoglio su “L’attenzione”


Angelo carissimo, L’attenzione, un titolo che chiama e scuote perché dire attenzione è come dire sporgenza dell’anima, ossia: farsi fecondi per avere cura e accogliere l’altro e il mondo, per cercare e esplorare le cavità del senso e le radici della parola. Altro – mondo – senso – parola. Questa la costellazione che tu dispieghi con pensata e densa leggerezza,…

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Una recensione di Marco Furia su “L’attenzione” in larecherche.it, 7/6/19


Un attento invito di Marco Furia “L’attenzione” di Angelo Andreotti, si mostra raccolta i cui versi, piani, precisi ed eleganti, tendono a mostrare una percorribile via. In quale luogo conduce simile via, quali territori attraversa? Spetta al lettore rispondere: il poeta, da parte sua, con risoluta assiduità, composizione dopo composizione, si mostra in cammino. Ciò che conta è il percorso?…

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Franca Mancinelli, da “Mala kruna” (Manni 2007) a “Libretto di transito” (Amos 2018), passando per “Pasta madre” (Aragno 2013)


[In A un’ora di sonno da qui (Italic, 2018) Franca Mancinelli ha confluito – con alcune varianti, qualche aggiunta e poche esclusioni, Mala kruna (Manni 2007) e Pasta madre (Aragno 2013). I numeri di pagina si riferiscono a questa edizione] Mala kruna (2007) è ciò che nel titolo sta scritto: una piccola corona di spina. Ogni poesia è ciò che resta…

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Fabrizio Lombardo, “Coordinate per la crudeltà”, Kurumuny, 2018


Coordinate per la crudeltà pare proprio contenere le indicazioni (o le esemplificazioni) per osservare il mondo, la nostra contemporaneità, la nostra esistenza, la nostra società, nel modo più crudo possibile, con la ferocia non del cacciatore ma della preda, quindi una ferocia di estrema e (probabilmente) inutile difesa. Una preda verosimilmente vittima di quelle stesse trappole che lei stessa ha…

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Giovanna Menegus, “L’occhio fotografico”, Macchione 2018


L’occhio fotografico è l’ultima sezione (ma anche il titolo) della più recente raccolta di poesie di Giovanna Menegus. Trentaquattro poesie (con un Poscritto o a parte) che sfilano lungo le pagine la descrizione intensa di paesaggi o scene raggruppati in tre “tempi”, raccolti tra la fine dell’estate e l’autunno inoltrato. Il titolo potrebbe suggerirci che l’intento di Giovanna sia quello…

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Duccio Demetrio, “Foliage. Vagabondare in autunno”, Raffaello Cortina 2018


Che l’autunno nell’immaginario collettivo passi per essere una stagione triste, malinconica, mesta, e quindi metafora dell’abbandono, della vecchiaia, della caducità, ecc., parrebbe una cosa scontata, sulla quale non aver nulla da discutere, nulla da aggiungere o da ribattere. D’altra parte è la stagione delle piogge, dei defunti, della fine dell’estate e dell’inizio dell’inverno, di Demetra e Proserpina e Ade, del…

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Marco Furia, “Pittorici idiomi”, 2018


Dopo essersi cimentato con quindici quadri di quindici artisti famosi (Iconici linguaggi, 2016), ora Marco Furia continua la sua indagine poetico-narrativa su tredici quadri di tredici artisti meno conosciuti (Pittorici idiomi, 2018), entrambi pubblicati dalla rivista on-line www.ebook-larecherche.it. Lo schema è semplice: individua un’opera pittorica sulla quale scrive un breve testo iniziando dalla descrizione del quadro stesso, per poi proseguire…

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Stefano Raimondi, “Il cane di Giacometti”, Marcos y Marcos, 2018


Quando Stefano Raimondi terminerà la sua trilogia dell’abbandono, e la trama sarà così completata, si avranno a disposizione tasselli importanti per ragionare attorno alla sua poetica, e magari ritornare sulle precedenti raccolte e utilizzare ulteriori chiavi di lettura. Per ora è meglio soffermarsi sul quest’ultimo volume, Il cane di Giacometti, che segue di cinque anni la prima tappa della trilogia…

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Al Mercato Centro Culturale di Argenta, nell’ambito della mostra di Paolo Pallara “OWN NOW”, 3 amiche e 3 amici mi aiutano a presentare “Il nascosto dell’opera”


Frammento 26 L’opera che ho di fronte mi raccoglie, mi mostra, mette in mostra me, mi espone. L’opera mi chiede di ascoltare domande o di porle, oppure ancora mi porta nella dimensione imperfetta delle domande alle quali molto spesso l’unica risposta sensata è lo stupore, che poi è nuova domanda e nuovo stupore, e così via, fino al punto in…

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Recensione di Carmine Lazzarini su “Il nascosto dell’opera”


Ottantaquattro frammenti per un saggio che è oltremodo compatto: tasselli di un mosaico che compone un sistema di pensiero articolato e armonico insieme, con valenze poetiche, artistiche, filosofiche, etiche, oltre che estetiche. Offerti ciascuno alla riflessione. Di solito si pensa che le opere siano oggetti, identificati con un titolo e un autore, e una totalità di significati già dati: realtà…

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Kathleen Jamie, “La compagnia più bella”, Medusa 2018, trad. Giorgia Sensi.


È una voce assorta e sorridente, quella che incontriamo in La compagnia più bella della scozzese Kathleen Jamie, ancora una volta tradotta da Giorgia Sensi; una voce attenta ai più umili e apparentemente insignificanti dettagli della vita e della natura. Il tono è pacificato, senza asperità, pronunciato nel clima mite di pensieri sempre stupiti e offerti con parole piane, concatenate in…

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