Da “Dell’ombra la luce”, L’arcolaio, 2014


Un pomeriggio di calura estiva, nella stanza con le tapparelle abbassate per tenere lontane luce e afa. Torpore e pensieri stranieri vagano in una penombra buia e nel suo tempo sospeso. Un silenzio che s’infrange nell’oscuro e porta parole, parole che non abbagliano ma stemperano il buio in ombra. Tutto tace ma non il suono-ritmo di un verso, che si…

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Mark Strand, una poesia da “Porto oscuro” (1987), in “L’inizio di una sedia”, Donzelli, 1999


Difficile dire sul dolore qualcosa di più di quanto analiticamente ha scritto Salvatore Natoli nel suo L’esperienza del dolore. Le forme del patire nella cultura occidentale (Feltrinelli, 1986). Eppure la poesia – quando, scrivendone, non se ne compiace chiedendo al lettore commiserazione, o peggio proponendosi proprio di impietosire, o ancora scivolando nel patetico racconto delle proprie disgrazie – può mostrarci del dolore molto…

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José Ángel Valente, Picasso – Guernica – Picasso: 1973


Ho ritrovato le mie stesse sensazioni provate di fronte a Guernica di Picasso leggendo Picasso – Guernica – Picasso: 1973 dello spagnolo José Ángel Valente (1929-2000), assieme alla certezza che l’opera del pittore, più di qualsiasi altra, metta in risalto ciò che significa “guerra”. Lo fa attraverso il colore più neutro che esista: il grigio. Un colore che non urla,…

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Francesco Biamonti, “Le parole la notte”, Einaudi 1998


Comprai l’ultimo libro appena uscito (1998) di Francesco Biamonti (1928-2001) non perché lo conoscessi, ma perché mi colpì il suo titolo: Le parole la notte. Lo comprai a scatola chiusa, istintivamente convinto che sarebbe stata un’ottima lettura. Lo fu. Mi piacque il movimento, lentissimo ma ben ritmato, di quella prosa che mi portò a leggerlo non con la mente, ma…

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“La faretra di Zenone”, Corbo, 2008


La faretra di Zenone nacque con 70 quartine scritte di getto, come fossero impressioni, colpi d’occhio, rapide sensazioni. Fu dopo che, ad una ad una, le ripresi continuandone in prosa la stesura. Le arricchii con 20 straordinarie immagini che Riccardo Biavati pensò per loro, e fu impaginato con buona cura da Corbo editore nel 2008. Fu un libro a suo modo…

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Alberto Cappi, “Bordertime”, Il ponte del sale, 2010


«Bordertime: tempo di confine e confine del tempo. Nella nostra civiltà-limite sarà anche la città del tempo. Dalla coltre traforata del confine s’inabissano o risalgono i miti, le figure immaginarie che ora prendono parola e possono viverci accanto, quotidianamente agire con noi, dimorare, coabitare. Assieme: tra fumiganti cieli, terrorismo, paure, guerre, speranza, incerte tracce, nomi destinali, sacrificio. La poesia vuole…

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L’Oro di Ofir, In ricordo di Hidetoshi Nagasawa


In ricordo di Hidetoshi Nagasawa, riporto qui un mio testo scritto per una sua mostra a Brisighella nel 2000.   In uno di quei Racconti dei Chassidim raccolti da Martin Buber, narrati in modo così personale e magistrale che poi entrarono nella bibliografia filosofica del pensatore ebraico, si parla di Rabbi Eisik figlio di Rabbi Jekel, un ebreo di Cracovia…

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Charles Baudelaire, A una passante


Un incontro veloce in una strada parigina. Un passaggio che tuttavia incanta, attrae, ammalia. L’esercizio di un’attenzione smisurata, e la capacità di assorbire ogni minimo dettaglio da una realtà pronta a dissolversi nel nulla, ma che non potrà dissolversi nello sguardo del poeta che ne fa una narrazione, breve come un sonetto, durevole se a scriverlo è Baudelaire. Spostando lo…

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Pierre Reverdy, Il sentiero, da “La maggior parte del tempo”, Guanda, 1966


È uno sguardo profondamento attento alle cose quello di Pierre Reverdy (1889-1960), sempre pronto ad accogliere della loro presenza gli aspetti più inconsueti e farne oggetto di meditazione. Il silenzio è il luogo in cui tutto accade, e dunque la dimensione in cui ogni dettaglio del reale genera quel senso che soltanto la parola poetica può restituire. Se il silenzio nella…

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Maria Luisa Vezzali, “Tutto questo”, puntoacapo 2018


Ha ragione Stefania Portaccio a scrivere, nella postfazione di Tutto questo (puntoacapo 2018, prefazione di Elio Grasso), che “peso e caduta” sono i fondamenti della poetica di Maria Luisa Vezzali. Peso, caduta ma anche (o dunque) corpo la cui esposizione corrisponde, nella filosofia di Jean-Luc Nancy, all’esistenza stessa.   Il corpo è il luogo dove l’esistenza accade. Esporsi significa quindi…

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Nausicaa parla, in “Parole come dita”, Mobydick, 2011


Per me il volto di Nausicaa sarà sempre quello che le ha prestato Barbara Bach ne L’Odissea televisiva del 1968, così come Ulisse avrà quello di Bekim Fehmiu e Penelope quello della splendida Irene Papas, mentre la voce di Omero non potrà mai essere diversa da quella di Giuseppe Ungaretti. Un capolavoro, nel suo genere. L’Odissea è uno di quei…

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Lorenzo Calogero


Non c’è niente di eclatante nella vita di Lorenzo Calogero (1910-1961). Una vita anonima, e condannata dall’incapacità di viverla. La professione medica, praticata a singhiozzo, si conclude con le dimissioni sia per la sua cattiva salute, sia per non aver ottenuto la fiducia dei suoi pazienti. Diversi ricoveri in una clinica per malattie nervose, due tentativi di suicidio. Anche la…

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